Mercoledì, 20 Gennaio 2016 11:29

Cosa fare quando i Termosifoni non scaldano bene

In questi giorni di freddo intenso c’è il bisogno di riscaldare la propria abitazione in modo efficiente per migliorare il confort dentro le quattro mura. Alcuni termosifoni possono avere zone fredde e zone calde, altri sono surriscaldati, mentre altri ancora diventano solo tiepidi. La conseguenza è che alcuni ambienti rimangono più freddi anche di uno o due gradi e questa differenza di temperatura diventa fastidiosa quando ci si sposta da un ambiente all’altro. A tal proposito vi illustriamo cosa fare se i termosifoni non scaldano come dovrebbero: con qualche accorgimento avrete una casa più calda e affronterete meglio l’inverno.

Da che cosa può dipendere

Dando per scontato che le tubazioni dell’impianto ed i radiatori siano stati correttamente dimensionati, analizziamo quali sono le situazioni che possono incidere su questo tipo di problema:

  1. presenza di aria nei termosifoni;
  2. insufficiente potenza della caldaia;
  3. pompa dell’impianto regolata male o di potenza insufficiente;
  4. mancato bilanciamento dell’impianto termico.
  5. impianto sporco

Aria nei termosifoni

L’aria nei termosifoni è forse la più frequente causa di una carenza di riscaldamento nelle abitazioni. L’aria che si forma lungo l’impianto di riscaldamento, tende a ristagnare nei termosifoni, in particolare in quelli più alti. Vi accorgerete della presenza di aria anche solo toccando il radiatore, infatti alcune parti risulteranno più fredde perché occupate dalle bolle d’aria anziché dall’acqua calda proveniente dalla caldaia. La necessaria eliminazione deve essere eseguita per ogni radiatore a caldaia spenta e una volta terminato, occorre portare la pressione segnata dal manometro della caldaia di nuovo al valore iniziale, agendo sull’apposito rubinetto. E’ consigliabile inoltre verificare la presenza di bolle d’aria anche con l’impianto in funzione.

La caldaia

Per i normali appartamenti o case non eccessivamente grandi (fino a circa 150 mq) sono sufficienti le caldaie di potenza fino a 24 KW, mentre per le abitazioni di dimensioni maggiori è necessario andare su potenze di almeno 30-35 KW. Per la verifica della potenza occorre comunque un calcolo da parte di un Tecnico che tenga conto di vari fattori, tra cui la forma e l’orientamento dell’edificio, la presenza o meno di edifici adiacenti e soprattutto le caratteristiche dei materiali utilizzati per la costruzione. In linea di massima per edifici tradizionali, scarsamente isolati, si dovrebbero calcolare almeno 40 Watt per ogni metro cubo di aria riscaldata.

La pompa

Si tratta di quel motore elettrico che spinge l’acqua calda nell’impianto termico. Cosa succede se la pompa, probabilmente per il numero di termosifoni dislocati, o per le altezze differenti dei singoli ambienti non riesce a mandare l’acqua calda dappertutto? Alcuni termosifoni non ricevono il flusso adeguato e restano freddi. In questo caso bisogna agire, se possibile, sulla pompa regolandola per aumentare la velocità o nei casi estremi farla sostituire.

Impianto non bilanciato

Il bilanciamento idraulico di un impianto consiste nell’assicurarsi che ogni radiatore venga attraversato dal flusso di acqua adeguato a riscaldare ciascun ambiente. Poiché in un impianto abbiamo tubazioni di diversa lunghezza e diametro che collegano li termosifoni alla caldaia, se l’impianto non è bilanciato, si avranno dei radiatori più penalizzati rispetto ad altri. Di solito i radiatori più lontani e grandi sono sfavoriti rispetto a quelli più vicini alla caldaia. In pratica la caldaia manda l’acqua con la stessa pressione verso tutte le derivazioni dell’impianto, ma i caloriferi più distanti ricevono l’acqua calda ad una pressione inferiore, divenendo meno efficienti di quelli più vicini alla fonte di calore. Il bilanciamento si effettua di solito attraverso i detentori, ossia dei rubinetti posti nella parte bassa dei termosifoni e coperti con un tappo che si avvita. Bisogna precisare che, specie nei grossi impianti, il bilanciamento rappresenta un’operazione complessa che va effettuata da personale specializzato munito di idonea attrezzatura. Infatti per un corretto bilanciamento bisogna intervenire su tutti i radiatori affinché vi sia una corretta suddivisione delle portate d’acqua nei vari circuiti che compongono l’impianto. Per piccoli impianti tuttavia si può agire anche facendo delle prove e armandosi di pazienza. Dopo aver chiuso parzialmente i detentori dei termosifoni più vicini alla caldaia si passa a controllare se quelli più lontani diventano più caldi rispetto a prima, sempre con l’impianto in funzione; finché non si è soddisfatti del risultato. Quando tutti i termosifoni sembrano avere la stessa temperatura, si possono ritappare i detentori.

Impianto sporco

L’acqua presente nell’impianto, di solito, si carica quando l’impianto viene posato, e poi non viene più tolta (a meno di interventi straordinari).                         

Quest’acqua passa in caldaia, ma non si mescola con l’acqua calda sanitaria che si usa in cucina o in bagno.

Il fatto che l’acqua rimanga parecchi anni nei tubi e nei termosifoni, a volte innesca processi di deterioramento dell’impianto stesso, come:

  • Corrosione;
  • Fomazione di alghe;
  • Depositi di calcare;
  • Scaglie e fanghi.

Il lavaggio dell'impianto può essere eseguito in due modi: 

  1. Con pompa esterna: Questa pompa ha caratteristiche uniche (portata 3000 litri/ora, resistenza 85 gradi C, facilità d'uso). In un solo intervento un installatore può lavare/rigenerare un impianto molto efficacemente, semplicemente facendo circolare il prodotto detergente nell'impianto per qualche ora. 
  2. Utilizzando la stessa pompa della caldaia: immettere il prodotto detergente nell'impianto e lasciarlo circolare per circa una settimana. Dopo di che intervenire per svuotare l'impianto e risciacquarlo accuratamente. 

Con il lavaggio si ripristinano le condizioni originarie dell'impianto, evitando lo smontaggio dei termosifoni e altre operazioni manuali. 

Il trattamento di protezione è ancora più semplice in quanto basta aggiungere il giusto dosaggio di prodotto “Protettivo” di elevata qualità e prestazioni, che assicurerà una protezione a lungo termine (fino a 10 anni) dell'impianto e della caldaia. Nel caso l'impianto necessitasse anche di protezione dal gelo, si può effettuare la protezione con Antigelo con funzione protettiva. Se si tratta di un impianto a bassa temperatura (pannelli radianti) è opportuno completare la protezione con un prodotto Biocida per prevenire la formazione di Alghe.

  1. Ti serve aiuto?

    Compila il form sottostante con i tuoi dati per ricevere la nostra assistenza per risolvere il problema!
    Oppure contattaci adesso al numero verde 800 944 522
  2. Nome*
    Please type your full name.
  3. E-mail*
    Invalid email address.
  4. Provincia*
    Input non valido
  5. Cognome*
    Input non valido
  6. Telefono*
    Input non valido
  7. Comune*
    Input non valido
  8. Input non valido
  9. Copia il codice AggiornaInput non valido
Richiedi un preventivo gratuito!
  1. Compila il form sottostante con i tuoi dati per ricevere la nostra migliore offerta!
    Oppure contattaci adesso al numero verde 800 944 522
  2. Preventivo richiesto*
    Input non valido
  3. Nome*
    Please type your full name.
  4. E-mail*
    Invalid email address.
  5. Provincia*
    Input non valido
  6. Tipologia Utente*
    Input non valido
  7. Cognome*
    Input non valido
  8. Telefono*
    Input non valido
  9. Comune*
    Input non valido
  10. Input non valido
  11. {dichiaro-di-aver-preso-visione-e-di-dare-il-consenso-al-trattamento-dei-dati-personali-1}